

Ho fatto le prime esperienze sul set e
intorno alla macchina cinema in Sicilia poco più che ventenne.
Sono stato assistente alla regia di Roberta Torre nel periodo in cui
era ancora una "cortista": con lei ho anche condiviso progetti
televisivi, come uno dei primi programmi tv sui cortometraggi, "Onde
corte", all'inizio degli anni '90. Nello stesso periodo ho collaborato
con Ciprì e Maresco, insieme e separatamente, tra cinema, tv
e festival cinematografici.
Esordisco come regista cinematografico nel 1995, scrivendo e dirigendo
il cortometraggio in pellicola "Legami di sangue", il quale
ha partecipato in concorso ad alcuni dei più importanti festival
italiani e stranieri (tra cui Bellaria, Torino Giovani, Hannover in
Germania e il Festival Internazionale di Locarno in Svizzera), oltre
a essere proiettato in diverse sale in tutta Italia.
Nel 1997 dirigo il cortometraggio in pellicola "Blue(s)",
prodotto da Movidea, distribuito da Rai Trade, realizzato con la collaborazione
della Scuola Holden diretta da Alessandro Baricco (per la sceneggiatura)
e della struttura Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi (per la parte tecnica):
gli interpreti sono i dj Albertino e Fargetta di Radio DeeJay, Valentina
Lainati, la scrittrice Isabella Santacroce e i conduttori radio-tv
Paola Maugeri e Pierluigi Diaco; la colonna sonora del cortometraggio
comprende brani di Carmen Consoli, Afterhours, Prozac +, Soon, Puertorico,
Interno 17, Scisma, (P)itch, Meathead e Wellen; il soggetto è
stato scritto da Marco Ponti, rappresentando così l'esordio
del futuro regista di "Santa Maradona", mentre la fotografia
è del pluripremiato Fabio Olmi, mago della luce detentore di
riconoscimenti come David di Donatello, Nastro d'Argento, Ciak d'Oro.
Sempre nel '97 ho scritto e diretto il cortometraggio in pellicola
"N.Y." che ha come protagonista Selen e che è stato
a lungo in distribuzione nelle sale cinematografiche; si tratta della
prima opera del progetto di creare dei "Film-Clip", ovvero
una commistione tra cinema e videoclip, sia dal punto di vista del
linguaggio che produttivo, portando la discografia a ottenere per
sé il prodotto promozionale videomusicale e al tempo stesso
contribuire alla realizzazione di opere cinematografiche.
Nel '97 sceneggio e dirigo il cortometraggio musicale in video "Spirale
- The movie", con protagonista la band dei Soon, prodotto da
una divisione della multinazionale discografica PolyGram: è
la seconda opera scaturita dal progetto "Film-Clip".
Nel '98 scrivo e dirigo il cortometraggio in pellicola "Alla
luce del giorno", film muto in bianconero, prodotto dal Festival
Internazionale di Teatro di Amandola. Con questa opera ho aderito
al manifesto estetico Dogma '95 promosso dal regista danese Lars von
Trier: non a caso due degli attori protagonisti, Christensen e Di
Stefano, hanno insegnato in Danimarca nella stessa scuola di cinema
in cui è stato docente proprio von Trier.
Ospitato più volte in diverse emittenti nazionali per parlare
dei miei lavori cinematografici, ai miei film cortometraggi sono state
dedicate diverse personali, organizzate anche in varie sale cinematografiche
di tutta Italia.

1995
. "Legami di sangue"
(14', 35mm)
1997
. "(b)lues" (10', 35mm)
[nel cast: i dj Albertino e Fargetta, Pierluigi Diaco, la scrittrice
Isabella Santacroce, la conduttrice tv Paola Maugeri; in colonna sonora:
Carmen Consoli, Afterhours e Prozac +]
. "N.Y." (7', 35mm)
[protagonista Selen]
. "Spirale - The Movie"
(16', Betacam)
1998
. "Alla luce del giorno"
(10', 35mm)


regia_ Domenico Liggeri
soggetto, sceneggiatura_ Marco Ponti
fotografia_ Fabio Olmi
montaggio_ Paolo Cottignola, Stefano Lana
musiche_ Carmen Consoli, Prozac+, Afterhours, Scisma, (P)itch,
Soon, Interno 17, Puertorico, Meathead, Wellen
interpreti_ Albertino, Valentina Lainati, Paola Maugeri, Fargetta,
Isabella Santacroce, Pierluigi Diaco
produzione_ Movidea
durata_ 10'
anno_ 1997
formato_ pellicola 35mm
la storia_ lui sta per rapinare un negozio d'abbigliamento, lei è dentro lo stesso negozio che prova l'abito da sposa: il loro incontro casuale potrebbe cambiare le vite di questi due giovani insoddisfatti; insieme, provano a fuggire dalle loro realtà: ma verso dove?
note_ mia seconda regia, a ventisette
anni, voleva cogliere quel senso di spaesamento di cui cominciavo
a vedere affetta la mia generazione, estremizzandone le indecisioni
circa le direzioni da prendere: così i due protagonisti sono
incapaci di portare a termine i propri appena avviati grandi progetti
di vita, sia che si tratti di affrontare il proprio disagio a muso
duro con una metaforica pistola in mano, sia che si tratti di mettere
al sicuro la propria sensibilità con il rassicurante rifugio
del matrimonio classico. Girato a Salerno, questo film cortometraggio
è nato da un progetto che vedeva la collaborazione di Movidea
Salerno, Sacis-Rai, Scuola di Tecniche Narrative Holden di Alessandro
Baricco (per la sceneggiatura), Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi (per
la parte tecnica); la società Rai Trade ne ha curato la distribuzione
e la vendita in Italia e all'estero, dove è stato presentato
in catalogo Rai in occasione dei più importanti mercati internazionali
dell'audiovisivo. Il cast artistico, a parte la protagonista Valentina
Lainati, è formato - per scelta precisa - da non attori: Albertino
è uno dei più importanti e famosi dj italiani, come
il collega Fargetta di Radio DeeJay che in questo film fa una breve
apparizione; Paola Maugeri è una conduttrice radiofonica e
televisiva, volto noto di Italia Uno prima e di Mtv e La7 adesso,
oltre a essere la cantante dei Puertorico; Isabella Santacroce è
una delle più note giovani scrittrici italiane: ha pubblicato
per Castelvecchi, Einaudi e Mondadori; Pierluigi Diaco è un
conduttore televisivo e radiofonico.
Casting e colonna sonora sono stati curati personalmente da me.
Il soggetto è firmato da un esordiente Marco Ponti, il quale
in futuro avrebbe scritto e diretto film come "Santa Maradona"
e "A+R. Andata e ritorno": all'epoca Ponti era allievo della
scuola di Baricco, dove sarebbe diventato docente. La fotografia è
del pluripremiato Fabio Olmi, artista della luce che può vantare
un ricco carnet di premi, come David di Donatello, Nastro d'Argento
e Ciak d'Oro: tra i tantissimi film illuminati dall'intervento di
Fabio, da ricordare "Il mestiere delle armi". Pure il montatore
Paolo Cottignola ha un'importante storia nel cinema italiano, riconosciuta
anche da un David di Donatello. Curiosa coincidenza, sia Ponti che
Olmi e Cottignola hanno vinto il David nel medesimo anno, il 2002.
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soggetto, sceneggiatura, regia_
Domenico Liggeri
fotografia_ Fabio Olmi
montaggio_ Nicola Barnaba
musiche_ (P)itch
interpreti_ Selen, Alessandra Gismondi, (P)itch
produzione_ Mad Production
durata_ 7'
anno_ 1997
formato_ pellicola 35mm
la storia_ durante un concerto del gruppo (P)itch, un fan si innamora della cantante, interpretata da Selen; ma Selen è innamorata dell'amica Alessandra e respinge la corte che le fa il suo ammiratore. Il fan respinto si vendica ferocemente di Selen, investendola con l'automobile; a questo punto l'amica Alessandra prende il posto di Selen nel gruppo musicale e pure nelle attenzioni del folle ammiratore: ma Selen medita vendetta...
note_ Mettere Selen sulla sedia a rotelle voleva essere una demistificazione caustica della mercificazione dei corpi e del sesso operata dalla pornografia, per quanto quel genere di espressione mi abbia sempre lasciato indifferente: l'attrice infatti la conoscevo soltanto di fama e mi è stata proposta perché concittadina e amica della vera cantante dei (P)itch. Al tempo stesso l'ironia voleva colpire il montante machismo e l'agghiacciante ridicolo esibizionismo frutto della vanità maschile. Ispirata al caso vero di una bella donna paralitica che rivendicava il diritto di potere esibire la propria nudità anche su una sedia a rotelle e dalle pagine di Playboy, la storia voleva anche essere sarcastica verso l'ipocrisia che a mio avviso circonda spesso le questione degli handicap fisici. Girato a Ravenna e dintorni, è il primo prodotto del progetto "Film-Clip", ovvero creare un genere che unisca il cinema e i videoclip. Questo lavoro è stato infatti realizzato in due versioni: una cinematografica e una televisiva consistente in un videoclip tratto dallo stesso corto. La versione videoclip è una porzione del cortometraggio, estratta dalla parte centrale, quella in cui è presente come audio soltanto il pezzo musicale "Neil Young" dei (P)itch. Selen è stata una delle più celebri pornostar del mondo: questo è stato il primo film non hard in cui ha recitato e anche il primo in cui non è apparsa integralmente nuda. Il cortometraggio è stato in distribuzione per interi mesi in diverse sale cinematografiche in tutta Italia, trattato dagli esercenti con la stessa dignità di un lungo. Molte sale l'hanno preso in tenitura, ovvero mantenendolo in programmazione per diverse settimane, proiettandolo quotidianamente prima dei lungometraggi ("N.Y." in alcuni cinema è stato proiettato anche insieme a "Titanic"). Questo corto ha contribuito ad attirare pubblico nelle sale, sia per effetto del passaparola che dei mezzi di informazione che ne hanno molto parlato: articoli su "N.Y." sono infatti usciti su Panorama, Max, La Repubblica, RockStar, Musica! di Repubblica, Mucchio Selvaggio, Jam e altri ancora, mentre in televisione ampio spazio è stato dedicato al corto da Italia Uno ("Le notti dell'angelo"), Tmc2 ("Help" di Red Ronnie), Tele+, RaiSat. Nelle sale cinematografiche questo corto è stato visto da decine di migliaia di spettatori.
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soggetto, sceneggiatura,
regia_ Domenico Liggeri
fotografia_ Aldo Marchiori
operatore_ Adriano Mancori
sound designer_ Maurizio Argentieri
montaggio_ Alessandro Cerquetti
scene e costumi_ Manuela Fidenzi
musiche_ Uzeda
produzione_ Camera Service
interpreti_ Valentina Lainati, Anna Orso, Gabriella Armeni
durata_ 14'
anno_ 1995
formato_ pellicola 35mm, Dolby Stereo
la storia_ conflitti generazionali tra madri e figlie dai toni esasperati e grotteschi; una ragazza in fuga dopo una rapina andata male si rivolge (dopo anni di silenzio) alla madre per chiederle aiuto, perché certi legàmi è impossibile scioglierli, specialmente se sono scritti con il sangue... Ma anche la madre della ragazza ha un conto in sospeso: c'è di mezzo un inquietante frullatore...
note_ Frutto del furore giovanile
di un ragazzo di appena venticinque anni, quale ero allora, è
il tentativo di una critica radicale e virulenta all'istituto della
famiglia classica tradizionale, nonché di una spietata analisi
dei contorti rapporti tra madre e figlia e in generale della cattiveria
femminile, resa con un'iperviolenza simbolica e grottescamente provocatoria:
film che però è anche, sotto traccia, un atto d'amore
verso le donne, tanto che gli uomini sono completamente assenti, così
come nessuna forma di vita è presente nell'opera a parte le
tre protagoniste. Il film è stato presentato in concorso al
Festival Internazionale di Locarno nella sezione "Pardi di domani"
(inserito in una selezione dei migliori corti degli anni '90) e -
tra gli altri - ai festival di Bellaria, Torino Giovani, Hannover
(Germania), Friburgo (Svizzera) e Capalbio; è stato proiettato
in decine di città in quasi tutte le regioni italiane, raccogliendo
migliaia di spettatori. E' stato prodotto da esponenti dell'industria
cinematografica per testare un nuovo sistema tecnologico di lavorazione
che prevedeva una forte presenza dell'informatica e di macchine computerizzate
soprattutto nella fase di edizione e di post-produzione; è
stato il primo lavoro di fiction montato in Italia con il sistema
Lightworks, al tempo già usato negli Usa anche da Quentin Tarantino
e Oliver Stone. Ha richiesto due giorni di riprese, effettuate a Roma:
gli esterni sono stati girati in una cava alla periferia della città,
gli interni negli studi dell'Istituto di Stato per la Cinematografia
e la Televisione "Roberto Rossellini". Tra le riprese degli
interni e quelle degli esterni sono trascorse oltre tre settimane
di tempo, poiché la troupe si era prestata a lavorare titolo
gratuito, quindi occorreva attendere che tutti coloro che la componevano
fossero liberi da impegni.
Diverse emittenti televisive nazionali si sono proposte per l'acquisto
e la messa in onda di questo corto, salvo poi rinunciare a causa di
veti censori imposti dai programmatori delle reti in questione; ne
sono tuttavia andati in onda alcuni significativi spezzoni nell'ambito
dei vari servizi giornalistici dedicati a questo film, tra cui uno
molto elogiativo da parte di Tele+ a conclusione del festival di Bellaria
del '95.
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soggetto, sceneggiatura, regia_
Domenico Liggeri
interpreti_ Brigitte Christensen, Marco Di Stefano, Valentina
Lainati
fotografia_ Fabio Olmi
make-up, costumi_ Claudia "Patti" Straface
scenografia_ Rita Altarocca
produzione_ Amandola '98 - Festival Internazionale di Teatro
produttore esecutivo_ Avelio Marini
organizzazione generale_ Giorgio Antognozzi
durata_ 10'
anno_ 1998
formato_ pellicola 35mm, B/N, muta
la storia_ una ragazza emaciata che vive per strada - dentro un cassonetto dell'immondizia - cerca riparo dentro un capannone industriale; la sua debolezza, l'impossibilità fisica di reagire, si trasformeranno in un invito ai più bassi istinti per un passante, un elegante manager che la vede strisciare per terra: la violenza sessuale dell'uomo trascenderà in lucida e metaforica follia; ma in questa fiera del cinismo criminale, la vetta verrà toccata da una religiosissima, bigotta e ipocrita spazzina.
note_ E' una personale, intima, amara riflessione sulle contraddizioni delle religioni, qui fatte esplodere nella forma di una violenza sorda, dove pietas e umanità esistono soltanto in forma di simulacri e icone sacre, totalmente assenti invece dal cuore degli esseri umani che qui, cinici e dolenti, attraversano le miserie che stanno loro intorno: in questa aridità tutti pari sono, il manager cinico per definizione e la pia donna buona soltanto per convenzione sociale. Il film rappresenta un esperimento di cinema estremo, sia sotto il profilo tecnico che sotto quello emotivo: tutto il corto è stato infatti girato in sei ore interamente su un unico rullo di pellicola e montato in macchina, ovvero direttamente in fase di ripresa. Significa che il film è stato girato tutto di seguito e che è stato sviluppato e stampato senza eseguire il benché minimo intervento o taglio sulla pellicola del girato. La pellicola ha mantenuto così tutte le sporcature dei cosiddetti fermo macchina, cioè le sfiammate dello stop e del riavvio del motore della macchina da presa. Infatti non si tratta di un piano sequenza unico: sono stati previsti e realizzati stacchi tra un'inquadratura e l'altra, cambiando ogni volta il taglio del quadro e di conseguenza l'obiettivo con cui realizzarlo, ottenendo così - in corso d'opera - un montaggio consequenziale del film direttamente mentre lo si girava. Per gli attori e la troupe ha significato la totale impossibilità di commettere errori, poiché non si poteva ripetere niente una seconda volta. Con questo cortometraggio ho aderito idealmente al movimento estetico Dogma '95 di Lars von Trier. Del film si sono occupati giornali come Ciak, Panorama, Duel, L'Unità (con una lunga intervista) e il programma di RaiTre "Onda Anomala". Il film è stato girato ad Amandola, suggestivo centro di poche migliaia di abitanti che si trova abbarbicato sui Monti Sibillini, in provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche, dove si svolgeva un importante festival di teatro sospeso tra anima alternativa e sperimentale e le esibizioni popolari di strada.
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soggetto, sceneggiatura, regia_
Domenico Liggeri
collaborazione a fotografia e regia_ Riccardo Mazzon
montaggio_ Patrizia Grossi
musiche_ Soon
interpreti_ Soon
produzione esecutiva_ Domenico Liggeri per Ipotesi S.I.R.E.
produzione_ Mercury/Black Out
durata_ 15'
anno_ 1997
formato_ Betacam
la storia_ nello stile della docu-fiction misto al cinema on the road, le disavventure tragicomiche di una vera rock band, con i musicisti del gruppo che interpretano loro stessi mentre si trovano realmente in tournée in Sardegna. Raggiungere il palco sul quale esibirsi si rivelerà per i Soon un'impresa tutt'altro che facile...
note_ Pur con la formula del sorriso e lo stile dell'avventura, vuole raccontare il clima di allegria ma anche di fatica che avvolge la vita dei musicisti, soprattutto quando devono affrontare imprevisti e disagi della vita di strada, immancabili nei tour delle band emergenti. Girato in due giorni, in video, con budget bassissimo, in Sardegna, sulle strade che dal porto di Cagliari conducono alle miniere di Iglesias. E' il frutto di quasi otto ore di riprese, che mescolano realtà documentaristica a finzione vera e propria. Questo cortometraggio è il secondo prodotto del progetto "Film-Clip" che mira a realizzare lavori che mescolino il linguaggio del cinema a quello della musica e del videoclip. In questo caso il film-clip è stato progettato come una forma alternativa per la promozione di un intero album - Spirale - e non soltanto di un singolo brano. Questo cortometraggio veniva proiettato dai Soon nell'ambito dei loro concerti.





































