IL VIDEOCLIP E' PIU' FORTE DELLA MUSICA / ANSA E' LA TESI DI DOMENICO LIGGERI IN 'MUSICA PER I NOSTRI OCCHI' (ANSA) - ROMA, 14 MAR - ''Oggi l'elemento piu' influente e' Internet, ma You Tube e' il caso mondiale piu' eclatante del momento. I videclip sono come dei topolini che si infilano sempre da qualche parte. Una specie di virus inarrestabile che sta sopravvivendo, e anzi sono nel periodo di maggior salute, persino alla piu' grave crisi industriale della musica che si ricordi. Questo vuol dire che il videclip e' piu' forte della musica stessa'': ne e' convinto Domenico Liggeri, 37 anni di Catania, autore televisivo, docente universitario e ora autore di 'Musica per i nostri occhi - Storie e segreti dei videclip'. Un poderoso volume di 878 pagine che racconta la storia mondiale dei videoclip, pubblicato da Bompiani, che per la sua unicita' l'ha annunciato alla Fiera del libro di Francoforte puntando alla pubblicazione internazionale. ''Il libro nasce da una mia ricerca cominciata 12 anni fa - racconta Liggeri, che tramite un videclip ha scoperto Momo, personaggio del momento, lanciata da Ciambretti al Dopofestival - Da allora mi sono aggiornato continuamente, cercando materiali in tutto il mondo, spulciando negli archivi personali di chi si era interessato alla materia. Ho raccolto piu' o meno tutto quello che e' stato scritto sul mondo dei videoclip, materiale giornalistico dal '77 ad oggi, in tutto il mondo''. In questa minuziosa ricostruzione, Liggeri (che ha visionato personalmente circa 3.500 video) fa risalire la sua origine alla fine degli anni '20, con l'avvento del sonoro. Erano cortometraggi musicali, i cosiddetti jazz-film o jazz-tune, con protagonisti star del jazz come Duke Ellington. Il primo videclip moderno arriva nel 1932, Minnie the Moocher, diretta da Dave Fleischer, con le animazini di Willard Bowski e Ralph Somerville. La prima inquadratura, fissa, mostra l'artista dal vero mentre anticipa il celebra passo di danza di Michael Jackson, il moonwalking. Gli zii italiani del videclip sono i 'cinebox', una sorta di juke-box visivo, imitato dagli americani alla fine degli anni '30. ''Erano usati da 'giovani sconosciuti' come Celentano, Paoli e Gaber - racconta Liggeri - come forma alternativa di promozione per artisti che non avevano libero e consolidato accesso alla tv. La pellicola doveva andare in sincrono con il vinile, e questo comportava qualche problema. Il regista che ha segnato quell'epoca e' stato Enzo Trapani''. Il videoclip tecnicamente piu' impressionante? 'Bachelorette' di Bjork, degli anni Novanta, risponde Liggeri, per il quale la clip ''ha gli stessi stratagemmi di Melie's, del cinema muto''. Quanto gioca l'elemento 'sesso' nei videclip? ''Esattamente come nel cinema, in tv e in pubblicita'. Ormai anche le piu' fini intellettuali le vedi in push-up. Dovendo colpire l'attenzione in pochi secondi, si usano i feromoni. Nei video hip-hop vedi le donne come schiavette, fa parte di una cultura machista ridicola, che pero' frutta milioni di copie''. Nessun dubbio, poi, sul ruolo della moda: ''Uno dei primi sentori che ebbe Mtv fu la notizia che i ragazzi compravano l'abbigliamento delle star dei videoclip. Fu il sintomo della rivoluzione culturale dei video, piu' forte di ogni altro elemento mediatico. Neanche la letteratura e la politica hanno influito cosi' tanto''. Insomma, ''nulla ha unito di piu' della clip, neanche la musica''.(ANSA).
MV 15-MAR-07 17:18 NNNN
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